<Cassapanco> leonardo: qui davanti a me c’è un poeta. gli chiedo se vuole fare un programma di poesia a radiocicletta?
<leonardo> ok
<Cassapanco> ha accettato
<leonardo> benvenuto nel club
<leonardo> dovrai sopportare l’orcotrio e i miei deliri di onnipotenza
<Cassapanco> la sua risposta è stata “un club piuttosto selettivo”
<Gaggo> Cassapanco: gli chiedi se riesce a scrivere una poesia sulle mucche?
<Biappi> sulle mucche doggy style
<Gaggo> ↑
* Biappi fa il compito test di olandese
<Cassapanco> perché sulle mucche?
<leonardo> perché no
<Gaggo> Cassapanco: perchè poesie?
<Gaggo> non sottilizziamo
<Gaggo> chiedi e basta
<Cassapanco> un punto per Gaggo
<leonardo> ma è un vero poeta?
<leonardo> quanti libri ha scritto?
<leonardo> possiamo assaporar dei versi?
<Cassapanco> è andato al cesso
<Gaggo> che classe
<leonardo> prosaico
<Cassapanco> già
Il poeta
15 febIl diversamente competente
27 genNessuno nasce pienamente competente in uno specifico campo. Potrei parlare di vocazione, estro, predisposizione, o di altre cose che con la competenza non hanno niente a che vedere. Per questo non lo farò. Oggi voglio parlare di Giacobbe.
Giacobbe non sa come si fa una frittata. Giacobbe è un incompetente.
Giacobbe legge un libro su come si cucinano milioni di frittate e prova a farle, scoprendo così di saper cucinare frittate buonissime.
Giacobbe ha acquisito competenza in un campo e la sua esperienza in 10 anni di frittate gli permette di parlare delle frittate come se fossero figli. Cura i suoi ingredienti, parla alle uova e, cosa più importante, le ascolta.
Mario è un uovo che ha seri problemi a socializzare e ad esternare i propri sentimenti alle altre uova.
«Giacobbe!»
«Mario!»
«Ho un problema con una mia amica. Io la amo ma non sono capace di confessarle il mio amore!»
«Lascia fare a me, sono 10 anni che parlo alle uova, so bene come si fa!»
«Grazie Giacobbe!»
Giacobbe sa di essere una persona estremamente competente in frittate, quindi aiuta le persone meno competenti di lui che non vogliono imparare a cucinare frittate.
Mario è un carissimo amico di Giacobbe ed è in seria difficoltà con la sua frittata.
«Giacobbe!»
«Mario!»
«Ho un problema con la mia frittata, non riesco a girarla!»
«Lascia fare a me, sono 10 anni che giro frittate, so bene come si fa!»
«Grazie Giacobbe!»
Giacobbe sa che l’incompetenza non va condannata. Nessuno dei suoi amici privi di competenza in frittate aprirebbe mai un negozio di frittate.
Questo solo perchè Giacobbe e i suoi amici non abitano sulla Terra.
Sulla Terra, Giacobbe saprebbe fare frittate buonissime, ma farebbe il programmatore per computer.
«Giacobbe!»
«Mario!»
«Vorrei un sito dinamico che si interfaccia col mio gestionale in visual basic, ogni sera deve fare l’import di tutti i prodotti anche se non ce n’è assolutamente bisogno, dato che cambio prodotti una volta l’anno. Avrei anche bisogno di un pannello personalizzato per scrivere delle news sul sito e di un modulo di pagamento con un circuito usato solo da una decina di persone nel mondo. Potresti aiutarmi?»
«Lascia fare a me, sono 10 anni che giro frittate, so bene come si fa!»
«Grazie Giacobbe!»
Lol #vascomerda
3 ottE niente dai, il team di Vasco ha cagato fuori dal vaso anche a questo giro. A loro dico una cosa.
Con tutto l’interwebz che vi manda a fare in culo pubblicamente, volete denunciare tutti per diffamazione?
Il punto non è più nonciclopedia sì o nonciclopedia no. A me faceva anche cagare. Adesso la questione è che avete fatto incazzare l’internet ed è già culo esagerato se non c’è un gruppo di almeno due, tremila persone che si sta organizzando per dare fuoco a casa vostra, uccidere i vostri primogeniti e cagare sulla vostra macchina (non necessariamente in quest’ordine).
Si può liberamente offendere qualcuno senza motivo? Sì. Lo facciamo tutti, al bar, a lavoro, con amici e parenti. Potremmo farlo con tutti, solo che non c’è abbastanza tempo, allora si usa internet.
Si può lamentarsi di questo? Certamente.
Si può evitare che le azioni legali che avete scatenato contro nonciclopedia (o contro un ragazzino, come dicono loro) possano trasformarsi in un pretesto per cagarvi a spruzzo in bocca (metaforicamente)? No.
Non vi piace? Andate fuori dai coglioni, o denunciate _TUTTI_ quelli che in questo momento stanno “diffamando” Vasco, su facebook, su twitter, sui loro blog personali, sugli almeno 1000 cloni di nonciclopedia che non conoscete. Tutta internet magari, finchè i soldi non vi finiscono, o finchè non avrete capito che la rete è qualcosa di più di quattro ragazzini che scrivono minchiate.
Se il paladino della libertà spala merda sulla bandiera che sventola, non fa una gran bella figura.
Detto ciò, Nonciclopedia insiste col sottolineare che il loro disservizio è spontaneo e non causa diretta delle vostre richieste.
Può usarlo come pretesto per farvi passare da stronzi anche se avete soltanto provato a far valere il rispetto per un cantante? Certamente, che diavolo! Potevano anche realizzare con photoshop un milione di immagini di vasco che ingoia cazzi di gomma e linkarle in giro per il mondo o spargerle per piazze e scuole.
Ringraziate DAVVERO che la spietatezza di un mondo che vi è tanto lontano non stia per incularvi in modo violento e inaspettato. Qui non ci sono cazzate che reggono.
Vi siete scontrati con una legione, non con un gruppo di ragazzini, e questa legione ha appena affilato le armi.
Benvenuti su Internet.

Niente da dichiarare
Un’arma segreta
20 setSe c’è una cosa che proprio non sopporto (oltre agli esseri umani) sono le zanzare.
Ronzano incessanti nelle orecchie, succhiano il nostro sangue e iniettano il loro veleno, causandoci irritazioni che continuiamo a grattarci fastidiosamente per giorni.
Proprio ieri ne parlavo con la mia parrucchiera, Susanna.
«E niente, capisci qual’è il problema?»
«Mh mh»
«Ma non è neanche per il fastidio delle bolle, che lo sappiamo, danno quasi piacere quando le gratti»
«Certo»
«Il peggio è per il ronzio. Hai presente la notte quando sei stanca e stai per prendere sonno e quelle arrivano?»
«Già»
«E che fastidio quando scalmani per cacciarle e te le ritrovi a zonzo intorno alle orecchie!»
«Vero, vero. Ma sei non venuto per tagliarti i capelli potresti almeno smetterla di toccarmi le tette?»
Così ho ideato un’arma segreta, un dispositivo capace di annientare ogni essere vivente nel raggio di un metro e mezzo. L’ho chiamato Scorreggia.
Purtroppo ancora nessun progresso contro le zanzare, ma ci sto lavorando.
Chi legge il Bloggaggo?
31 agoForse soltanto io.
Trovo molto divertente scrivere qualcosa e approfittare della mia scarsa memoria per tornare a leggere un post che ho fatto immaginando che l’abbia scritto qualcun altro.
Tuttavia, tra le file dei casuali malcapitati che varcano inconsciamente la soglia di questo oscuro angolo del web, troviamo nientemeno che Matt Mullenweg. Chiunque esso sia.
Naturalmente è un fotomontaggio. Quando mi hanno passato questa foto mi sono anche spaventato, non sapevo cosa pensare. Tuttora mi mancano le parole per esprimere il mio spavento. Per un attimo ho quasi pensato che qualcuno leggesse davvero quello che scrivo, e in ogni caso, passare da “so leggere le tue cagate senza dovermi suicidare” a “mi piace tanto quello che scrivi che ho deciso di farmi una maglietta” (per giunta nemmeno rosa) ce ne vuole. Poi ho pensato che non poteva essere vero, allora ho creduto che esistesse qualche omonimo, ma bloggaggo è una parola così assurda che ho continuato ad avere forti dubbi fino al momento della rivelazione.
E va beh.
Zio Nicola III
27 lugZio Nicola III guarda i porno su internet.
Non lo fa apposta, suo nipote gli ha insegnato a usare il PC in questo modo ed è quindi l’unico modo che Zio Nicola III conosce. Oltre al motivo appena citato, per lui il porno non è imbarazzante perchè vive da solo, non ha molte visite, conosce poche persone, ha una certa età e, detto tra noi, non gli si drizza neanche. Dovesse anche saltar fuori che Zio Nicola III guarda dei filmini hard su internet, la gente penserebbe che ci sia finito per caso, o che debba scriverci un libro.
Il vero problema di Zio Nicola III è che il porno lui lo ascolta ma non lo capisce.
Purtroppo ha realizzato che i siti più affidabili sono quelli in inglese. Ha quindi preso confidenza con tutti i pratici termini del caso e pensa fiero di praticare del fisting con la sua lavatrice ogni volta che la carica, ma nonostante questo non riesce ancora ad afferrare gli impegnativi dialoghi dei filmati che guarda.
Un giorno la curiosità di Zio Nicola III lo porta ad esplorare i menu di navigazione di un nuovo sito hard a pagamento (Zio Nicola III è molto ricco, non sa come buttare soldi, devolve persino l’otto per mille alla chiesa cattolica), scopre così la sezione Lingua che, contrariamente a quanto Zio Nicola III si era riscoperto a pensare, non è una sezione hard piena di filmati che ritraggono persone, cose e animali con la lingua di fuori, rappresenta bensì la sua possibilità di iniziare a capirci qualcosa.
Cambiata la lingua del sito nella sua lingua madre, Zio Nicola III è finalmente felice, ma leggendo la descrizione di un filmato si accorge che qualcosa non va.
Con avere un pulcino come Mary Carey disponibile si è appena non può decidere in quale posizione per il suo cazzo meglio. Ha queste guance culo fermo che sembrano grandi, mentre lei sta sbattendo da dietro, e le tette sono divertenti da guardare mentre tu stai bangi.
Da quel giorno la faccia di Zio Nicola III somiglia un po’ a questa

solo con molte più rughe.
Giusto o sbagliato
14 lugOggi si è spento alla veneranda età di 32 anni il signor Osvaldo, violentemente divorato da un delfino. Nessuno lo conosceva davvero, ma ad amici e parenti non è mai importato di chi Osvaldo fosse realmente, cosa combinasse nello scantinato di casa sua a qualunque ora di ogni giorno, o cosa ci facesse un delfino lì dentro. Semplicemente tutti amano ricordarlo così:
Prima di morire, Osvaldo ha fatto una scoperta sensazionale, ma non è riuscito a rivelarla per tempo al resto del mondo.
Osvaldo, come si vede dalla foto, era riuscito con uno stratagemma a riunire molte persone in un unico posto. Aveva allestito un palco gigantesco e abusivo, tutto da sè, e aveva detto a tutti i suoi amici di Facebook che Lady Gaga si sarebbe esibita proprio lì, su quel palco gigantesco e abusivo, poche ore più tardi.
Raggiunto il numero sufficiente di “volontari” per il suo esperimento, Osvaldo aveva mandato un suo sosia a chiedere ad ognuno dei suoi ignari invitati se sarebbe stato giusto ucciderlo nel caso la promessa esibizione di Lady Gaga si fosse rivelata una balla clamorosa.
Osvaldo attese 3 giorni, ma il sosia non fece mai ritorno. Cominciò quindi a riflettere sul concetto di giusto e sbagliato parlando ad alta voce nel suo scantinato.
«Un evento è giusto quando il verificarsi dello stesso migliora la vita della maggior parte degli interessati dall’evento. Ma aspetta…» (Osvaldo amava dirsi di aspettare).
«Sto aspettando» si rispose (Osvaldo amava anche rispondersi).
«Shhh, fammi riflettere!»
«…»
«Uccidere il mio sosia non ha migliorato la vita a nessuno. Ha solo avuto un senso di vendetta, ma la vendetta è comunemente riconosciuta come un sentimento sbagliato.»
«Mh mh…»
«È giusto quindi pensare che la giustizia sia in realtà sbagliata?»
«Me lo stai chiedendo perchè sai che è sbagliato pensare che la giustizia sia sbagliata?»
«Voglio dire… Se rinchiudo un bambino in un sotterraneo, gli insegno a parlare al contrario senza rivelargli che esiste la luce del sole, vado sempre in giro con i calzini sulle orecchie e ogni 6 ore mi gratto la pancia, il bambino penserà che sarà sbagliato non farlo.»
«Giusto. Ehm, volevo dire, sbagliato… cioè…»
«Quindi se questo bambino una volta adulto dovesse conoscere il mondo all’esterno della finzione che è stata creata, troverebbe atipico quello che fuori sarà il corretto comportamento.»
«Questo film l’ho già visto»
«Sì ma il punto è un altro»
«Ho capito. Vuoi dire che giusto o sbagliato sono parametri dettati dal caso»
«Esattamente»
«Perchè se la chiesa non fosse esistita, i dinosauri fossero ancora tra noi e la cartavetro fosse liscia, per tutti sarebbe giusto uccidere qualcuno per puro divertimento»
«Non la metterei proprio così, ma ci sei quasi»
*TOC-TOC*
«Chi è?» chiese Osvaldo visibilmente infastidito da quell’interruzione inaspettata.
«Sono un allevatore di delfini assassini» rispose l’allevatore di delfini assassini. «Posso entrare?» chiese.
«Certamente!» rispose Osvaldo aprendo la porta.
Poesia ad una vacca
12 lugFinito ch’ebbe lo strumento
avvertisti d’essere stanca,
che ‘l respiro ancor ti manca
per quel vero portento.
Due sole batterie,
è sì tecnologia!
Lo dice anche Maria,
che va per scuderie.
Il sollievo ormai esaurito
lo sentisti già lontano.
Lo sentisti su per l’ano,
lì dove avei prurito.
D’un tratto, banane volanti.










